Musica è la tua voce,
          quando tutto intorno è silenzio,
                    sa di nenia antica…

Un suono lieve e magico
         sospende su
               tralci di emozioni
e ineffabile si dondola pian piano...

 Là dove i tigli si stagliano all’orizzonte,
                         il mio sogno di carta
                                 si fa velluto e stordita,
               mentre gli occhi
                            sfiorano le nuvole,
              consumo
                            il mio vagabondar tra note tremule,
                                                lieve lieve
                                 come il tocco di una voce

posted by Rosemary3 @ 16:18 - giovedì, 12 novembre 2009
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La bacchetta magica

Oh magica bacchetta mentre plani
L'imperituri tuoi comandi tu dirami
Roteata dal maestro con le mani
Segui gli spartiti di musica ripieni

D'echi di note dirompenti degli ottoni
Luccicanti cornucopie di bei suoni
Fusi con il vibrare delicato dei violini
Ed i colpi sui tamburi come i tuoni

Evidenzi il pizzico d'arpa e disciplini
L'invadente pianoforte ed i suoi toni
Con la frenesia alle dita senza freni
E le prodezze degli xilofoni birichini

In crescendo la platea così arpioni
Soffusamente il pubblico rassereni
A fine sinfonia gli applausi scateni
Quando con il maestro Tu t'inchini

Edo e le storie appese

posted by EdoEleStorieAppese @ 14:25 - giovedì, 12 novembre 2009
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posted by jalesh @ 13:29 - giovedì, 12 novembre 2009
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ABBANDONATA
L'ANIMA AL GELIDO
BLU DELLA SERA


posted by elialte @ 10:02 - giovedì, 12 novembre 2009
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COME QUEL CANTO

 

Come quel canto Andaluso

Che strugge, nell’angolo d’ombra

Di un vicolo del Barrio della Cruz,

come quel canto

è la mia dolcezza nascosta

tanto profonda e oscura

che nessuno l’ha mai vista,

che nessuno ne ha mai sentito

profumi e intensità.

Come quel canto di passione

Così tenero e pacato

È il mio languore,

sconosciuto all’animo

vivace e buffoncello

che si diletta ai giochi

della vita e del cuore

come un piccolo acrobata

teso fra il bene e il male.

Vorrei sciogliermi in te,

bruno cantore,

dentro la luna.

                 Danila  Corlando                 


posted by maria34 @ 00:51 - giovedì, 12 novembre 2009
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( Sulle note di “Life Circle” di G. Webb)

.

No

tu non puoi sapere

quanto grande ancora sia l’amaro smarrimento

come allora gocciola

sul dono impacchettato coi fogli del tormento.

 

Credi, credi di conoscere l’intensità

degli umidi perché spaiati

come se ad una ad una avessi pesato ogni lacrima versata

come se avessi raccolto nella pozza nera

ogni singolo singhiozzo che straziava l’anima.

 

Ma tu non c’eri

no, non puoi sapere

 

eppure

quando il tuo presente indietro porti

su quell’erba calpestata e strappata al sole

pensi ancora di conoscere

l’esatta pesantezza dei tuoi passi folli.

 

Ora, ora  che davanti allo specchio

la tua coscienza incontri

e col tuo sguardo spento

 ti ritrovi a rovistare

tra le parole dette e quelle pensate

 

 adesso

adesso che l’inverno ha perso il suo cappotto caldo

e al sole torni

al suo tepore buono

e a quella fionda che l’ha colpito al cuore.

 

No

tu non puoi sapere

tu non puoi neanche immaginare …

ma adesso è tardi

è troppo tardi, anche solo per pensare.

 

tiziana mignosa

11 2009 

posted by poesienelvento @ 18:52 - mercoledì, 11 novembre 2009
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IL TUO RESPIRO
E' MUSICA D'AMORE
QUESTA BLUES NOTTE


posted by elialte @ 18:29 - mercoledì, 11 novembre 2009
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Le note scrivo
di un dolce sentimento
sul pentagramma

posted by Rosemary3 @ 16:18 - mercoledì, 11 novembre 2009
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Odore acre del mosto divenuto vinello
Ebbra solo di questa fragranza nell'aria
Cado in estasi fra le tue braccia forti

(Jalesh)
posted by jalesh @ 15:14 - mercoledì, 11 novembre 2009
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posted by norberto43 @ 13:52 - mercoledì, 11 novembre 2009
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     dipinto tratto  dal web 

La bimba  aveva i capelli castani, la pelle chiara e le lentiggini sul naso.

A differenza delle sorelle, non era molto condiscendente e per questo sua madre la rimproverava spesso...
A breve sarebbe stato San Martino, il patrono del paese, e come ogni anno, si sarebbe svolta la festa in piazza con la banda che arrivava da fuori.
In quel piccolo paese di montagna,il giorno di San Martino non era solo festa, “Fàa Sàn Martín” voleva dire trasferirsi, e questo avveniva quasi sempre l'undici di novembre, perché si rinnovavano i contratti di affitto dei terreni dei contadini, lo stesso giorno in cui la chiesa ricorda San Martino.  
Ogni anno, in quel giorno, in quel paese, diverse famiglie si trasferivano in altre parti d' Italia dove la vita era meno dura, questa volta sarebbe toccato alla famiglia della bambina “fàa Sàn Martin”.
La bimba  non voleva lasciare il paese, per lei non sarebbe stato un giorno di festa e non le sarebbe bastata la storia del Santo che tagliò il suo mantello per darne metà al poverello seminudo a consolarla.
Ella, non accettava l'idea di non vedere le montagne al risveglio, di non attraversare il ruscello per andare a scuola e non sentirlo rumoreggiare quando era in piena.
Mancavano pochi giorni al trasloco ed erano giornate fredde e piovigginose, La bambina teneva il broncio, la mamma cercò di rassicurarla e di aiutarla a comprendere che a volte il lavoro e la famiglia inducono a scelte ardue, ma necessarie.
In quella casa si attendeva l'estate di San Martino, perchè mai come quell'anno  avevano sofferto tanto  freddo.
san martino1San Martino, dalle cascine a monte si scende a valle... La bimba  guardava tristemente le mucche scendere dagli alpeggi.
 
adrara san martino1Il pensiero che non avrebbe più sentito la voce del fiume passando sul ponte la tormentava...


 

"Sotto il ponte del diavolo"  "E allora son dovuto tornare / Imbracciare la mia chitarra e / ricominciare a sparare / Stringere la mia chitarra / E ricominciare a cantare / Questa terra è la mia terra / e nessuno la potrà avvelenare / Questa terra è la mia terra / Non si può vendere ne comperare".
 
Questo racconto lo scritto l'anno scorso nel giorno di San Martino
 Un abbraccio a tutti Lucia

posted by lucy1957 @ 09:00 - mercoledì, 11 novembre 2009
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Un dolce suono di pianoforte
mi piroetta su un pianeta inesplorato
e, come nenia, mi culla.
Ecco trascinarmi su orizzonti nuovi,
riservandomi emozioni senza fine.
Poi, pian piano,
mi adagia su un letto
di ricordi…
Mi addormento così,
trascinata da tumultuosi  flutti
che lambiscono l’anima,
rifluendo dolcemente,
quasi temessero di svegliarla
da un magico sogno e,
riadagiandola su un polveroso giaciglio,
ritorna a cullarla
con la melodia del tempo,
riscrivendo nostalgiche note…
Dolce, magico sogno...

posted by Rosemary3 @ 23:31 - martedì, 10 novembre 2009
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Passano gli autunni
mutano le rughe
mentre ascolto i miei ricordi
sull'arenile di ieri.

Sono lì
in file disuguali
che aspettano una parola
per diventare poesia.

Li ascolto con amore
fra il tepore di un fuoco
che scalda l'inverno
delle mie attese scalze
sui sentieri della realtà.
posted by maxilpoeta @ 21:34 - martedì, 10 novembre 2009
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C'è una strada
corre come il taglio di un machete
corre sull'isola
e a volte qualcuno
la percorre
ma non sempre.

C'è un sole
che la ombra
con le foglie dell'erba
di un deserto tiranno
e con i cactus ebbri di succo
di cocco e di rum
e polvere
tanta polvere.

E ci sono camion
che portano pezzi di luna
sotto coperta
e attraversano Margarita
sino alle sue spiagge spezzate dalle onde
del Caribe.

E ci sono donne
che suonano il violino
che aspettano nel bar della costa
il battello per il paradiso
una mi ha chiesto se ero io
il venditore di Yucca e di Papaya
e io le ho detto di si.

posted by hariseldom @ 17:35 - martedì, 10 novembre 2009
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Intorno alla città buio
e una leggera brezza va
con i profumi della primavera,
le note languide di un notturno
giocano leggere con la mente
e i ricordi escono in scioltezza
come le note che salgono
armoniose da un piano bar.
La musica cattura i sensi
placando le noie del giorno
e viene il sonno a ristorarmi.
posted by grisby6043 @ 17:18 - martedì, 10 novembre 2009
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Lucia merli - la giostra
Lucia Merli - la giostra


La semplice gioia dell'infanzia

posted by luciamerli @ 12:24 - martedì, 10 novembre 2009
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(Sulle note di Adelita di David Waters)

 

Niente

non dire niente

imbavaglia le grida al tuo dolore

e almeno per un po’

la catena slaccia alla caviglia.

 

Ascoltami

 

come di fronte al riverbero dell’incanto

lasciati catturare dalle onde calde della fantasia

e al luccichio dell’inatteso

gli occhi schiudi

amata brezza che le gocce secca.

 

Ascoltami

 

ti regalerò un sogno

soave come il canto degli usignoli

quando il cielo di vermiglio si colora

ha il sapore buono dei biscotti della nonna

coccole e cuore caldo quand’è sera.

 

Papaveri rosso amore

e fili d’erba tra le ciocche dei capelli

delicato come la voce della gioia quand’è pura

risa e corse a perdifiato

panni stesi ad asciugare al sole.

 

Come se

giochiamo come allora

ma adesso al come se

scivola senza tasche dentro al sogno tuo

e lì rovista a caccia del piacere.

 

No, non dire niente

e lascia stare tutto il resto:

ad occhi chiusi il vero si ribalta

il desiderio realtà diventa

e il vero falso.

 

tiziana mignosa

10 2009

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posted by poesienelvento @ 12:09 - martedì, 10 novembre 2009
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STIRPE DI LUPI
IL MIO MESSIA SELVAGGIO
URLO DEL TEMPO




posted by elialte @ 09:52 - martedì, 10 novembre 2009
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Musica...Emozione e pozione

Un volo pindarico ascoltando la musica
M'appare nel buio una silhouette unica
Un ologràmma improvviso che mi ricarica
Nell'estasi di note che il teatro amplifica

Sui vellutati sedioli alla Scala magnifica
Le corde emozionali ho teso alla ceca
Sono orsù pizzicate e questo m'infoca
Un desio che s'accende alla luce fioca

Ma piano lumifica con fretta di lumaca
Ribollìo che freme come caffè nella moka
Un profumo si diffonde e laggiù si disloca
Dove arde la fucìna fra le valve dell'ostrica

Viandante sono nella tarda mia epoca
Cogliendo l'emozione che ora m'intrica
Distillo la pozione che poi m'imbriaca
Grazie alla dolce musica che mi gratifica

Edo e le storie appese

posted by EdoEleStorieAppese @ 07:49 - martedì, 10 novembre 2009
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La zia cerca marito
( e io faccio da ruffiano )

  Vostra eccellenza che oggi onorate
 
la mia dimora con vostra presenza
vi prego gentilmente  di darmi
il permesso di presentarvi Zia Vicenza 
 
 
Lei donna da marito ancora casta
da piccola risiedette nel convento
usciva solo un poco, quando basta
per far volare un aquilone al vento 

  
Molto istruita, donna di talento
parla sette lingue, incluso l'esperanto,
e se voi permettete un momento
lei vi intratterà  con il suo bel  canto

Vostra eccellenza non cercate altrove
la zia vincenza é una donna fine
con il duca d'Aosta fece tante prove
se aveva il talento da regina,

Lui ospitò lei per sei mesi e un giorno
portandola nei posti molti rinomati
insegnandole il galateo, e per contorno
come si cucinano i polli affumicati

Vostra eccellenza, chi vi siede accanto
e degna di allevare i vostri figli
se la mettete sotto il vostro manto
per erede avrete tante rose e gigli

Il tempo corre in fretta, mio signore
e per voi l'inverno  veloce s'avvicina
date a zia Vincenza il grande onore
della vostra reggia essere la regina
 

posted by ALCAMO44 @ 01:13 - martedì, 10 novembre 2009
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Sei musica che implode
nella carezza di un sogno
fra il sipario di una notte
che chiude il mormomor dei sogni
fra castelli d'illusioni.

Non ho più parole per amarti
in questa sera che danza
fra le note della tua lussuria,
ora che il vento ha chiuso i suoi canti
fra i brividi di un inverno
che ascolta il suo destino.

Vivrò di te
come diapson che risuona
nel canto di una stanza
scrivendo carezze
sulla morbida pelle
della tua bellezza.
posted by maxilpoeta @ 00:43 - martedì, 10 novembre 2009
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Je me nourri uniquement de ses sons
Sa mélodie m'enchante et me calme
C'est la Musique mon premier Amour


Mi nutro unicamente dei suoi suoni
La sua melodia m'incanta e mi placa
E' la Musica il mio primo Amore


(Jalesh)


 
posted by jalesh @ 23:20 - lunedì, 09 novembre 2009
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Misera  esistenza

Sulla città lento cala il tramondo
e la signora si mette in prospetto
la notte lei appartiene a un altro mondo
pieno di vergogna senza alcun rispetto

Il corpo vende ai migliori offerenti
in una sala piena di mercenari
gli uomini il corpo e occhi fan contenti
lei guadagna otto miseri denari.

L'alba porta il sole e l'aurora
si sveglia la città nella pianura
ognuno ha premura.guarda l'ora
lei torna a casa dopo l'avventura

Prepara latte biscotti e pan tostato
per i tre figli con l'età di scuola
dopo aver custodito il marito malato
si siede al tavolo e piange da sola.


Alcamese
posted by ALCAMO44 @ 22:29 - lunedì, 09 novembre 2009
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E’ notte.
Il fruscio di mille foglie
carezzate dal vento
Riaccende i ricordi bambini
di giochi all’ombra
di quel grande pioppo.
Un cielo acceso di stelle
Ascolta muto
lo scorrere della memoria.
Ma di colpo il vento si placa
e resta solo l’ombra
di quel ricordo lontano,
 ormai sbiadito.
 
posted by Nero74 @ 21:53 - lunedì, 09 novembre 2009
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"Ho letto avidamente,
ho ascoltato la musica...

le tue pagine
sorprendentemente vivide
di immagini
si riversano come catini di blues
nei bicchieri di plastica della mia vita,

la musica vorrebbe straripare
dai bordi del cuore,

si muovono le mia stanche gambe,
batto il tempo con mani di bambina

...riesco ancora a sognare ...
qual prodigio si compie !

sono viva!

INDICE POESIE  

posted by aphrodite1 @ 21:46 - lunedì, 09 novembre 2009
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